H: HERMAN. UN MARINAIO D’ACQUA DOLCE.

di carmela bellitti.


HERMAN. UN MARINAIO D’ACQUA DOLCE.

di Carmela Belliti

Dove si nasconde l’acqua?

Maledetta acqua.

Maledetto sale.

Maledetto sole.

Bevo, di acqua ha il colore, tracanno, di spirito l’odore, fiumi di fumo, fermi nel porto per colpa della bonaccia, aspettiamo la marea buona. Vaghi i ricordi, una canzone mi ronza intorno, parole di zucchero e rum mi confondono. Marinai come me l’intonano, lacrime salse mi scendono, ma sono un marinaio non posso piangere. Dimenticare, il nome di ogni porto, non posso, le nebbie del Nord, non posso, i mari del sud, non posso, il saluto dell’ultima balena, non posso. Dimentico di me relitto, derelitto, in un angolo di porto, la luna non più complice, ora giudice mi guarda. Non dimentico il lamento di una sirena stanca, che giunge ancora flebile. Condanna eterna al marinaio per le promesse che infrange. Puoi salpare su navi d’altura, affrontare pirati e perigli ma restare sempre un marinaio d’acqua dolce. E annegare in ogni porto di una amara malinconia tra quei canti che diventano un mantra da cui non puoi fuggire. E con l’ultimo sguardo prima di cadere nel sonno alcolico, sul camino della lurida taverna, osservare un veliero in bottiglia e l’icona di una sirena dagli occhi azzurro mare da cui scende una lacrima, struggente il ricordo di una vita senza legami. Domani si salpa verso una nuova avventura o l’ultima .

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