E: E ci sei o ci fai?
di celo vaccari.
E ci sei o ci fai? (versione non definitiva)
di Celo Vaccari
La E un po’ c’è e non si pronuncia e un po’ non c’è e se ci fosse sarebbe solo una A mal pronunciata, come in arabo.
Non saprei da che parte iniziare, ma partirei dalla lingua Ugaritica, parlata nella città di Ugarit in Mesopotamia: la E non c’è.
In sanscrito, la lingua perfetta, non c’è o meglio c’è ma è un dittongo, una sillaba.
Nei dialetti italiani a volte è muta: tristessa (piemontese), mammeta (napoletano), sorreta, fimina...
In francese per sentirsi deve essere accentata ed è muta molto spesso.
In russo se è accentata diventa ie o io, se non è accentata è muta.
Per tornare all’arabo, non si scrive.
Nel Talmud, le vocali non sono scritte, le devi imparare a memoria, le parole sono ambigue e per la loro liquidità sono aperte a significati diversi, nuovi.
Così camminando davanti a Palazzo Nuovo ho visto questa insegna e mi è venuto da pensare alla E e alla confusione che la circonda, tipica di questi tempi.


