H - HABITAT St.1 Ep.2

di Giuseppe Bambace

 


Giuseppe BAMBACE

Data: 19-12-2024

HABITAT St.1 Ep.2


Ho trovato la definizione di habitat come l'insieme delle condizioni ambientali in cui vive una determinata specie. Ovviamente in ecologia si intendono per ogni specie animale o vegetale le condizioni ambientali favorevoli al suo sviluppo. Applicando la definizione alla specie umana, si può azzardare in senso figurato: Ambiente congeniale alle proprie inclinazioni o ai propri gusti.

A me è parso evidente che questa definizione sia ampiamente superata dalle condizioni ambientali attuali, governate da un'antropizzazione sempre più aggressiva e invasiva degli ecosistemi, anche quelli più remoti e selvaggi, a causa delle quali le condizioni favorevoli allo sviluppo delle specie risultano sempre più limitate e confinate in ambienti sempre più ristretti.

Lungi da me osare competere con Greta Thunberg, vorrei condividere la mia visione di un mondo tra i tanti possibili che offriremo alle prossime generazioni, fantasiosa e leggermente ironica.

Innanzitutto un consolidamento del cambiamento delle fasce climatiche in direzione nord, che modificherà le nostre abitudini alimentari oltre che l’organizzazione sociale e politica.

Per quanto riguarda il primo aspetto, le bancarelle dei nostri mercati rionali saranno una gioia alla vista di frutti succosi e dolcissimi, l’aria sarà satura degli aromi di spezie dai colori sgargianti e profumi intensi. Risuoneranno tra la folla i suoni ritmati degli zoccoli e di altre calzature estive, mentre la gente dovrà farsi largo con le sporte sottobraccio ampie e rigonfie di noci di cocco, mango e ananassi.

La colonna sonora sarà lo scampanellio di centinaia di risciò adibiti al trasporto di persone, merci e animali commestibili: insetti, rettili e roditori di varie specie.

Non mancheranno i banchi specializzati in leccornie dolciarie, dove faranno sfoggio i prodotti di punta di una nota azienda di Alba, i datteri docg delle oasi Piemonte ricoperti di cioccolato di qualità, ricavato dalle fave di cacao rigorosamente provenienti dalle colline di Pecetto e latte di cammello di allevamenti autoctoni.

Molto ricercati saranno i prodotti esotici, quali l’olio aromatico del Mar Baltico ed il vino passito della Baviera, mentre per pochi privilegiati saranno in vendita le costosissime arance scandinave. Le persone meno abbienti si dovranno accontentare della frutta di stagione, coltivata sulle alture del Gran San Bernardo o del Massiccio del Monte Rosa.

L’acqua minerale di maggior pregio per purezza e povero contenuto di sodio sarà quella prodotta nei desalinizzatori dell’isola d’Elba, presidiati strettamente dalle autorità militari.

Le persone di classi sociali più agiate si riconosceranno perché condurranno al guinzaglio il loro cucciolo domestico maculato o dalla risata caratteristica.

Parallelamente l’organizzazione sociale e politica subirà un cambiamento radicale, l’area sub-tropicale subirà la desertificazione definitiva e si spopolerà totalmente, a fronte di un sovraffollamento delle fasce una volta cosiddette temperate.

Ad ore definite i muezzin faranno risuonare il loro richiamo alla preghiera, mentre l’incenso dei templi buddhisti saturerà l’aria durante la festa del capodanno cinese.

I cittadini non dovranno preoccuparsi di bollette, dichiarazione dei redditi, tributi. Il Grande Stato saprà calcolare con precisione debiti e crediti e distribuire i doveri e compiti di ciascuno, per chiudere il loro bilancio di fine anno.

I trasgressori saranno destinati a lavori più rischiosi e pesanti, di grande utilità per la collettività. Non ci saranno festività e pensioni, in nome del progresso continuo, nonostante le resistenze della popolazione dei territorori intorno a Parigi.

Ovviamente tutta questa bellezza e vivacità di colori, di profumi e di suoni sarà possibile solo se nel frattempo l’umanità non avrà ridotto il pianeta in briciole con un'armageddon nucleare oppure se saggiamente il sole non avrà prodotto un super flare, un brillamento che sprigiona un’energia equivalente a varie decine di milioni di bombe atomiche, penetrando la crosta terrestre per decine di km e cancellando ogni forma di vida.

Infatti l’uomo non ha ancora preso piena consapevolezza che il pianeta che lo ospita ha già conosciuto disastri climatici e ambientali, che ha sfruttato per creare forme di vita più complesse. Paradossalmente, se i dinosauri non si fossero estinti l’uomo non avrebbe potuto fare la sua comparsa nel mondo.

È l’umanità stessa che subirà lo scotto definitivo dei cambiamenti di habitat, più rapidi della sua capacità di adattamento biologico, portandolo quindi all’estinzione.

E io? Come recita il tema del bambino di Arzano, io speriamo che me la cavo!

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