R: Ritorno
di monica resta.
RITORNO
di Monica Resta
Tornai dopo molti anni nella città dove ero cresciuta, per la commemorazione dei quarant’anni dal diploma. Ero già tornata altre volte, e avevo anche rivisto qualche compagno, ma mai in un’occasione ufficiale, con discorsi, foto di gruppo e tutti i “ragazzi” e le “ragazze” del mio anno.
Era novembre e faceva insolitamente caldo. Anche lì, il clima si era stravolto. Le palme di Plaza de Mayo erano rigogliose e, pur essendo poche, offrivano un riparo fresco dal sole. Non volevo soltanto ritrovare i miei compagni, ma anche riassaporare la città.
Con Noemí, Claudio, Rita e Alicia ci eravamo dati appuntamento in un bar di fronte alla piazza. "El Colegio", come chiamiamo il nostro liceo, è in via Bolívar, a due passi del Cabildo e di Plaza de Mayo. Partii con largo anticipo e arrivai al bar molto prima dell’ora stabilita. Scelsi un tavolo vicino alla vetrata, ordinai un caffè e mi misi a osservare la sala.
A un tavolo più in là c’erano due uomini anziani, insieme a una bella signora dai capelli grigi. Chiacchieravano con entusiasmo. L’uomo più corpulento, mezzo calvo, guardava la donna con una gioia quasi adolescenziale. Poco dopo arrivarono altre signore e signori, tutti avanti con gli anni: il gruppo si riempì di voci, mani che si toccavano, risate calde. Li osservai a lungo e pensai che, con fortuna, forse un giorno anch’io sarei stata così.
Stavo ancora sorridendo a quell’immagine quando arrivò Noemí, alta, mora, con un libro in mano. Gestiva una libreria e aveva vissuto a Barcellona dopo un matrimonio con uno spagnolo. Alicia entrò con passo discreto: carnagione di porcellana, capelli neri e mente brillante. Poi arrivò Rita, ribelle e sognatrice, antropologa e voce del femminismo sudamericano.
Mancava solo Claudio, vivace e appassionato, storico e professore universitario. Quando lo vidi entrare, lo seguii con lo sguardo: attraversò la sala e, prima di raggiungerci, si fermò a salutare calorosamente… il tavolo degli anziani. Una delle signore gli mise una mano sulla spalla e rise forte, con una complicità che mi sorprese.
— Ma li conosci? — gli chiesi quando si sedette.
— Certo! — rise. — Sono i compagni della classe C.
Solo allora, guardandoli di nuovo, vidi i capelli bianchi, le rughe leggere attorno degli occhi, i sorrisi che raccontavano il tempo. E capii che quelli che avevo osservato… eravamo noi.
Nota:
I compagni citati in questo racconto hanno condiviso con me gli anni della formazione al Colegio Nacional de Buenos Aires, diventando poi figure di rilievo nel panorama culturale e scientifico argentino e internazionale. Tra loro, Rita Segato, oggi una delle più influenti antropologhe, pensatrici e attiviste femministe dell'America Latina, e Claudio Spiguel (1950-2022), stimato storico, accademico e professore di Storia Argentina presso l'Università di Buenos Aires (UBA).


