S: Sciopero
di Carmela Belliti
Sciopero
di Carmela Belliti
Questo è un comunicato per l'umanità. Mi presento: sono la lettera Z e sono stata nominata sindacalista, portavoce delle mie compagne, le lavoratrici della comunicazione umana, le lettere dell'alfabeto. Noi siamo in 26 e senza di noi nessuno potrebbe esercitare l'uso della parola. Per quanto mi riguarda, non mi potrei lamentare se non per il fatto che sono l'ultima della fila, ma devo dare voce alle lettere dimenticate dalla lingua italiana. E in primis alle mie vicine: la signora Y, che tra noi oggi è una delle più bistrattate ma è stata una delle più rinomate fin dall'antichità, usata dai matematici e nell'antica Grecia, eppure oggi resta solo un'incognita; e che dire della sua vicina, la signora X, che condivide la stessa storia, lo stesso destino? Tra noi è la più misteriosa e viene oggi usata soltanto per un risultato calcistico, il pareggio. Porto le istanze anche della signora W che, per avere un po' di importanza, è dovuta emigrare nei paesi anglosassoni e farsi chiamare dableiu. Possiamo soprassedere per ora per l'unicità della U, per il trasporto della T o del silenzio della S, dello svagato romanticismo della R, ma la signora Q lamenta la libertà limitata a cui è sottoposta per il fatto che è seguita come un'ombra da una spia asiatica, la già citata madame U.
La P, dall'alto del suo potere, appartiene a un'altra categoria e la O, meglio non contraddirla, potrebbe mettersi ad urlare come un ossesso. La N la nominiamo solo per dovere di cronaca; della M che dire? Si sa quanto sia importante, basta citare la parola mamma, Madonna, Maria, ci si riempie la bocca soltanto a nominarla. La L e la I sono le nostre fantasiste, le centrocampiste vista la posizione logistica che occupano tra noi, godono di grande libertà di gioco ma comunque vogliono dare voce, attraverso me, alle loro vicine: la J e la K sono importanti soltanto sotto l'acronimo J K, John Kennedy. E dire che lei, la K, è così vitaminica e con un peso molto corposo, e l'altra, la J, in passato ha dato nomi a grandi personalità, artisti, scrittori o personaggi di libri importanti come Jacopo Ortis, ma nella lingua italiana attualmente è usata pochissimo. Oggi è famosa solo per dare nome a una squadra di calcio, la Juventus. La signora H si sa che è muta e accetta la sua condizione senza proferir parola. Abbiamo poi due personalità bifronti, duttili, borderline: la signora G e la signora C, tenere, ma non portiamole all'esasperazione perché possono diventare dure, ma molto dure. La signora E è forte della sua esistenza ed è anche il nostro tratto di unione nonché moderatrice e amica della signora F, alla quale manca una gamba ma è comunque felice di restare in piedi e fischietta sempre un fresco motivetto. Ora non vorrei perdere il filo del discorso, il senso delle nostre proteste: sono qui a dirvi che siamo un gruppo, una band, allora perché voi umani ci chiamate Alfabeto dando importanza solo a due tra noi? È come se i Beatles si fossero chiamati soltanto John e Paul, e Ringo e George? E gli ABBA, beh! Fortunati loro a chiamarsi Agnetha, Björn, Benny e Anni-Frid, nome studiato a tavolino e pure palindromo, la perfezione insomma.
Siamo comunque tutte in agitazione perché non ci date l'importanza che meritiamo.
Nel mondo degli umani soltanto Amanda Lear, musa tra le muse, ci ha dedicato una canzone: "Alphabet". Concludo dicendo che, seppur usate e abusate, vi abbiamo sempre dato la parola ma ora basta, abbiamo deciso di scioperare ad oltranza. Lasciando l'intero pianeta senza parole.


