C - TUTTA CASA E CHIESA

di Mara Biglia

 


TUTTA CASA E CHIESA


“ ma che brava ragazza, tutta casa e chiesa!”

Questo è il commento di Pina e Mariuccia, le pettegole del paese, quando vedono la famiglia Grassino entrare in chiesa. Tutto l'apprezzamento è per MARIA PIA, la figlia, che scorta i genitori alle funzioni.

Le due comari, piazzate strategicamente sulla panchina, a fianco del sagrato, osservano, commentano e sorvegliano la vita del paesino, difficilmente qualcosa sfugge; tutti vengono passati al vaglio. però  ci sono alcuni personaggi che sono, diciamo,“ osservati speciali”, Come il figlio del farmacista, alto, bello e trentenne.  è affascinante “ propi 'n bel fueul”., ma peccato cambi fidanzata troppo spesso. Oppure la Laura, che ha le finestre della camera da letto proprio sopra la gelateria, dall'altra parte  della piazza; quanti commenti sulla biancheria intima leopardata, o su quel tipo che fuma una sigaretta, in mutande, davanti a i loro occhi. E tanti altri, non si perdona nessuno, ma la preferita è  MARIA PIA, anche perchè Piera, la mamma, sovente  si siede accanto a loro per decantare le doti della figlia e raccontare tutto quello che fa.

Loro due sanno tutto, e approvano tutto. Trovano perfettamente logico che la ragazza, che ha il diploma da maestra, non insegni, tanto non ne ha bisogno,perchè i Grassino hanno delle rendite che consentono loro una vita agiata. Ma Dove deve andare, questa ragazza? Molto meglio se sta a casa, a fare le faccende, a accompagnare i genitori in chiesa, ad accudirli ben bene, e a aspettare un bravo ragazzo che la sposi.

Peccato che MARIA PIA sia già più che trentenne, logorata e sdrucita in questa attesa.

 Ma non tutti la pensano così, parecchi compaesani, che la conoscono da sempre, vedendola passare sempre più triste e grigia nella scia dei genitori, scuotono la testa amareggiati, di fronte a questo vita non vissuta, a questa giovinezza sprecata. Alcune vecchie compagne di scuola le sono rimaste vicino, con loro a volte si sfoga,si lamenta della sua vita, quasi una galera la definisce, e si dispera perchè non ha la forza di cambiarla.

Intanto negli ultimi giorni il paesino si è animato, è una settimana di festa, quella del santo patrono.

Sono arrivate le giostre, domenica ci sarà il mercatino, la messa solenne e la processione.

Sotto gli occhi attenti delle comari, gira tanta gente nuova: i giostrai, gli organizzatori dell'evento, gli zingari.

Uno zingaro in particolare,  dalla carnagione scura, con il codino, e l'aria gentile,  si è sistemato dall'altra parte del sagrato,  suona una  piccola fisarmonica; sta lì tutto il giorno. La piazza risuona di melodie malinconiche e dal sapore orientale.

Molti passanti si fermano a dare qualche spicciolo, suona bene, il ragazzo, è apprezzato e benvoluto. Anche MARIA PIA, quando va a dire il rosario con i suoi genitori, si ferma a fare l'elemosina, qualche volta scambia anche due chiacchiere.

Finalmente  è domenica, la piazza è piena di banchetti, e dopo la messa solenne inizia la processione.

Dalla chiesa escono il parroco, paludato a gran festa, i chierichetti con le tonache bianche e rosse, la statua della Madonna portata a braccia dagli animatori. E dietro tutto il codazzo di parrocchiani, armati di ceri e con tanta voglia di cantare.

Anche le nostre due eroine si sono alzate dalla panchina, sfilano per le vie del paese, salmodiando. Proprio dietro di loro la famiglia GRASSINO, nella solita formazione: papà e mamma davanti, la figlia alle loro spalle.

Passano  un paio d'ore e il corteo, dopo aver fatto il giro per il paese, ritorna al punto di partenza. Nel tragitto le file si sono mescolate, non sono più compatte, è solo una marea di gente che avanza.

Arrivate sul sagrato Pina e Mariuccia riprendono posto sulla panchina, anche Piera, la Signora GRASSINO, si lascia cadere vicino a loro, stanca e dice al marito di andare a cercare la figlia, che si è persa in quella ressa.

Dopo una mezz'oretta, papà GRASSINO spunta dalla via laterale, un po' affannato, non ha visto la figlia, ma è convinto di trovarla vicino alla madre, ma non è così.

Insomma la ragazza non c'è, non si trova. I due genitori cominciano a preoccuparsi, ma dove sarà finita? Non si stacca mai da loro!

Si sparge la voce, tutti a cercare MARIA PIA, chi va verso le vigne, chi pattuglia il centro, in un crescendo di agitazione e clamore.

Al culmine di questa baraonda arriva Kevin, un ragazzetto sveglio, attraversa la piazza e chiede cosa stia succedendo, lui non sa ancora niente,

“ Stiamo cercando MARIA PIA, è sparita. Chissà cosa le è successo” gli spiegano.

Il ragazzo rimane un attimo in silenzio, si guarda intorno, come se valutasse se parlare o meno. E poi, finalmente, racconta che lui, MARIA PIA, l'ha vista,  vicino alla  stazione. Ma non era da sola, lo zingaro che suona la fisarmonica la teneva per mano , correvano a prendere il treno.

Questa notizia gela la piazza, si sente solo il gemito della Signora Piera, che si aggrappa al marito, per non cadere.

Poi laggiù in fondo, si alza una voce

“ Brava MARIA PIA, ben fatto”

qualche attimo e scoppia l'applauso.

VIVA LA LIBERTA'













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