H3: HALLOWEEN
di giuseppe bambace.
LETTERA H3
HALLOWEEN
Ci risiamo, anche quest’anno si è celebrato il rito mediatico consumistico di Halloween, una festa che non ci appartiene, importata dalla tradizione celtica con fini puramente commerciali.
Parafrasando una bella espressione di Sciascia, la scienza pubblicitaria alluviona gli schermi con messaggi che sollecitano l’acquisto di ogni genere di prodotti, dalle zucche intagliate in maschere che ispirano paura, ad oggettistica, addobbi e generi alimentari tutti presentati con temi mostruosi.
Scatta la feroce competizione di genitori, che fanno sfoggiare ai propri bambini persino a scuola travestimenti da streghe, vampiri, completi di trucchi da film dell’orrore, senza alcuna consapevolezza né delle origini di questa celebrazione, né del suo significato.
Fortunatamente in rete si trovano ancora versioni ironiche; ricordo lo sketch di un noto cabarettista piemontese, che alla consueta richiesta “dolcetto o scherzetto” di un ragazzino scheletro che si presenta al suo uscio, risponde porgendogli un buon bicchiere del nettare delle Langhe e offrendogli “an toc ad tuma” per accompagnare il vino.
Purtroppo sono rari esempi dispersi in una valanga ignorante, che travolge la nostra tradizione di Ognissanti e mercifica la celebrazione dei defunti, contro cui è arduo opporre resistenza.
Forse esiste una soluzione di compromesso: dal prossimo anno il 31 ottobre mi travestirò da libro, perché la cultura a molti fa ancora paura.
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