N: Quando partì Noè
di rocco massino.
Quando partì Noè
di Rocco Massino
Ciao a tutti. Dio guarda il mondo, apre le notizie, sospira e dice “Serve una pausa forzata”. Chiama Noè, falegname green e l’unico giusto, e gli dice: “Costruisci un’arca, deve essere enorme. Sostenibile, mi raccomando”. Noè senza avere a disposizione Ikea e nemmeno istruzioni chiare, obbedisce. Noè infatti è un uomo molto paziente. Mentre costruisce l’arca i vicini ridono (piove? Ma dove?), lo prendono in giro su Tik-Tok.
Finita l’arca arrivano gli animali, tutti in coppia, come a una festa super selettiva. I dinosauri? Mai invitati, mistero risolto. Quando parte Noè parte anche il diluvio: quaranta giorni di pioggia non stop, record imbattuto. Pioggia, blackout, wifi morto!
Noè diventa capitano, meteorologo e custode dello zoo galleggiante. Leoni e agnelli convivono, probabilmente grazie a una dieta forzata. Noè diventa tassista di giraffe, buttafuori per zanzare e babysitter di serpenti. Mentre Noè aspettava che la pioggia cessasse, si ritrovò a cantare una canzone: “Quando partì Noè portò via gli animali, salvò due vecchi amici e tre giunte comunali. Quando partì Noè con tutti i familiari, sei chili di caffè e due uffici immobiliari. E allora? E allora accadde che quando Noè partì l’idraulico, mannaggia, l’ha lasciato lì.”
Allora tutti iniziarono a cantare e ballare, compresi gli animali. Il leone e l’agnello si abbracciavano, l’elefante suonava il trombone e il pinguino faceva la breakdance. Dopo giorni e giorni, Noè decise di controllare la situazione e mandò fuori in ricognizione una colomba-drone, che tornò indietro con un filmato ad alta definizione di terra asciutta. Missione compiuta!
Allora tutti gli animali si fermarono e guardarono Noè che disse: “Ecco, siamo arrivati! E’ tempo di ricominciare!”. Sbarcarono tutti e Dio promise a Noè che non lo avrebbe più rifatto e mise l’arcobaleno come promemoria. E così la storia di Noè e l’arca divenne leggenda, tramandata di generazione in generazione come un esempio di come la musica e la gioia possano superare le situazioni più difficili.
La morale, detta senza troppi giri di parole, è questa: se l’umanità esagera, arriva il conto. Più in positivo: anche quando tutto sembra da buttare, una possibilità di salvezza resta per chi ascolta, agisce e si assume responsabilità. Noè non salva il mondo con discorsi, ma con obbedienza concreta e fatica. E alla fine c’è l’arcobaleno a ricordare che il giudizio non è l’ultima parola: la misericordia vince, anche dopo un disastro colossale.
Versione ultra-sintetica della morale: le azioni contano, la speranza resiste, ma non tirare troppo la corda.
Grazie.
P.s. 1: Allo stato attuale delle cose nel mondo, secondo voi quanto tempo ci vorrà prima che Dio si esibisca in un altro diluvio universale?
P.s. 2: Ma Noè doveva proprio caricare sull’arca la coppia di cimici?


