B: Il Bunet

di Mara biaglia.


IL BUNET

giulia è una brava cuoca, ma, a ben vedere, è soprattutto una golosona che cerca di ripetere le pietanze che ha apprezzato di più, per mangiarsele insieme a tutta la sua famiglia quando vuole.

Quando gusta un piatto che la conquista non ha pace, trova la ricetta, lo prova e riprova fino a quando non ne è soddisfatta.

Così è successo per il bunet, che non conosceva e che la incantò una sera lontana, a casa di amici.

Quel budino quasi nero, annegato nel caramello, a tutta prima la lasciò indifferente, ma boccone dopo boccone le svelò un mondo, dolce amarognolo che doveva assolutamente padroneggiare!

E così iniziò la ricerca.

La prima ricetta fu quella dell'amica che glielo aveva fatto conoscere. Ma sappiamo bene che, in cucina, la stessa ricetta può avere dei risultati differenti, dipende dalla cuoca.

Questo è un fatto che non ho mai capito. Saranno gli ingredienti, comprati da fornitori diversi, oppure il modo di usare la frusta, oppure semplicemente l'amore con cui si confezionano? E' un mistero

Torniamo alla nostra Giulia. dopo aver provato, senza risultati soddisfacenti, la ricetta dell'amica, deliziò la sua famiglia con una serie sostanziosa di bunet, pescati da ogni dove, anche con ingredienti diversi, ma che non riuscirono a soddisfarla.

Alla fine dovette desistere, il bunet anziché un piacere, ormai, per la sua famiglia, era diventato un incubo.

Dopo qualche anno, quando il bunet era stato abbandonato, in favore di altre delizie, nell'anticamera di un medico, aspettando il suo turno, cominciò a parlare di cucina con la signora seduta accanto a lei. Era un donnone, già avanti con gli anni, ma con un piglio sicuro, e una bella erre moscia.

Ma quante cose sapeva! Era un'enciclopedia, Madama Pimpi!

Parlando Giulia scoprì che la sua nuova amica aveva fatto diversi corsi di cucina, e che era sicuramente anche lei una golosona, da come descriveva e spiegava i vari piatti.

Fatalmente parlò del suo bunet, che non veniva mai come voleva. Era un rimpianto che aveva dentro e che non riusciva a digerire.

Madama Pimpi l'ascoltava attenta, le rivolse alcune domande, era pensierosa.

Poi, prese la sua grande borsa, vi frugò dentro e tirò fuori un libriccino spesso,

farcito di bigliettini vaganti, tenuto insieme da un elastico. Inforcati gli occhiali, lo sfogliò fino a trovare quello che cercava, la sua ricetta del famoso bunet.

In silenzio la passò a Giulia, che era al settimo cielo, dicendole

“ Ti scrivo anche il mio numero di telefono, puoi chiamarmi se hai dei dubbi”

la sera stessa Giulia si mise al lavoro e sfornò “ il bunet di Pimpi”, come l'aveva soprannominato.

Lo assaggiò, chiuse gli occhi, e finalmente ne percepì la giusta densità, si sentivano gli amaretti, il profumo del marsala, il godimento del cioccolato che amalgamava tutto. Era un capolavoro, il bunet perfetto.

L'aveva trovato, dopo tanto tempo e tante prove, ma soprattutto aveva trovato una nuova amica, con cui spartire il suo passione, ci voleva proprio un buon bunet!

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