I: All’INFERNO, andata e ritorno
di rocco massino.
All’INFERNO, andata e ritorno
di Rocco Massino
Sono morto! Eppure ieri quando sono andato a dormire stavo più che bene. Ma non ci sono dubbi, perché mi vedo dall’alto disteso nel letto che sembro dormire. Vabbè tanto lo sapevo che prima o poi doveva capitare. Adesso vedo venirmi incontro un essere di luce che mi chiama per nome e mi dice di seguirlo. Deve essere l’angelo psicopompo, quello che accompagna le anime in paradiso (spero): ma ha una faccia familiare, mi sembra di averlo già visto da qualche parte. Arriviamo davanti a un edificio incredibilmente grande e luminoso, con un’enorme insegna illuminata che reca scritto “Paradiso 7.0”. L’angelo mi fa entrare e mi accompagna a una specie di reception dove c’è un signore che mi chiede: “Rocco? Sei Rocco Masino? Ti stavamo aspettando, anche se non proprio così presto. Piacere sono San Pietro”.
Io piuttosto esterrefatto rispondo: “Piacere, si sono Rocco. Ma mi aspettavo che lei, San Pietro, avesse un aspetto diverso. Non ha una tunica addosso come pensavo, ma una felpa bianca con cappuccio con la scritta “benvenuto”. Barba perfettamente ordinata, occhiali smart glasses e un tablet in mano! E le chiavi? Non dovrebbe avere un mazzo di chiavi d’oro?”
Lui risponde: “Si vede che sulla terra siete rimasti indietro! Ecco le chiavi.” e tira fuori dal taschino un badge NFC. “Piuttosto dimmi, sei venuto da solo?” Al che rispondo: “Beh, si. Mia moglie non c’è. D’altra parte siete voi che avete inventato la formula ‘finché morte non vi separi’. Deve chiedere informazioni al Grande Capo.”
Lui replica: “Non importa va bene lo stesso. Mentre aspettavo il tuo arrivo ho dato un’occhiata alla tua scheda nel database celeste, e in accordo con il Grande Capo, ho deciso che puoi entrare senza problemi senza passare dal Purgatorio. Sappiamo del tuo interesse per l’Inferno e Belzebù, se vuoi ti faccio accompagnare gìù all’Inferno da un angelo, per una visita veloce”.
Io sempre più esterrefatto accetto l’invito, e lo stesso angelo che mi ha accompagnato in Paradiso mi porta verso un corridoio male illuminato e in discesa, poi mi saluta dicendo: “devi proseguire da solo, io non posso andare oltre. Tranquillo, troverai più avanti un demone con un modulo da compilare. Lui ti farà fare un giro turistico dell’Inferno”. Infatti poco più avanti incontro un demone che mi porge un modulo da compilare. Sono 14 pagine scritte talmente in piccolo che a stento riesco a leggere. Anche il demone non è come me lo sarei aspettato, ha corna che sembrano antenne wi-fi rotte, la pelle è di un rosso acceso, ma non uniforme. E il volto... anche lui come l’angelo psicopompo ha una faccia che mi sembra di aver già visto. Scendendo ancora il calore aumenta, ma non è fuoco: è un server che sta per esplodere. Le urla che sento non sono di anime dannate, ma di utenti che cercano disperatamente l’assistenza tecnica.
Man mano che scendo trovo prima gli eterni indecisi, condannati a scegliere sempre tra “Accetta tutti i cookie” e “Gestisci preferenze”, senza mai riuscire a cliccare davvero. Poi trovo i nostalgici del 56K, costretti a navigare con una connessione che cade ogni 7 minuti. Più giù incontro gli utenti delle newsletter non richieste: ogni giorno ricevono 400 mail da siti che non ricordano di aver mai visitato, e non esiste il tasto “disiscriviti”.
Poi è la volta del mare di password dimenticate, dove i peccatori nuotano tra codici OTP che scadono in 12 secondi e sistemi che non accettano mai la nuova password perché “già utilizzata nel 2009”. E non possono mancare i traditori: quelli che dicono “ti mando il file subito” e poi spariscono per 48 ore. Questi sono imprigionati in una server room ghiacciata, ma il gelo non è naturale (siamo sempre all’Inferno, che diamine!): è l’aria condizionata impostata a 14 gradi da un demone che “ha sempre caldo”. E ancora ci sono i dannati delle riunioni online, gli eretici della tecnologia e gli influencer, ma un demone mi blocca dicendo: “Ora basta, il tuo tempo per la visita qui è terminato. Un mio collega ti riporterà verso il Paradiso”. Devo obbedire, non ho scelta. Tornando su man mano diminuisce il calore, aumenta la luce e dopo poco incontro l’angelo psicopompo di prima che mi dice: “Sei pronto a entrare in Paradiso? Ti aspettano gli eletti che vivono tra notifiche silenziose e password che non scadono mai. I beati lavorano in smart working con riunioni brevi, chiare e utili, non esiste la pubblicità e il sistema operativo non ti tradisce, non ti abbandona, non ti dice “spazio insufficiente” quando sai benissimo che hai cancellato mezza vita”.
Sto per rispondere di sì quando all’improvviso scende un buio inaspettato. Non vedo più niente, provo a chiudere e riaprire gli occhi, e quando li riapro sono nel mio letto. Al mio fianco mia moglie che dorme e la gatta che miagola perché ha fame. Allora ho sognato tutto, non sono morto! Che culo!
P.S. 1: ne ho già parlato in uno scritto precedente ma mi sembra opportuno ripeterlo. Anni fa il fisico americano Richard Feynman era alle Hawaii per delle conferenze quando lo portarono in un tempio buddista per una visita. All’interno del tempio un monaco gli disse: “ti dirò una cosa che non dimenticherai mai. A ogni uomo viene dato la chiave che apre la porta del paradiso, ma la stessa chiave apre anche la porta dell’inferno”. Meditate gente, meditate...
P.S. 2: Famolo strano questo Paradiso!


