I3 IMMAGINA
di giuseppe bambace.
IMMAGINA
di Giuseppe BAMBACE
“Immagina, puoi”. L’accattivante slogan pubblicitario interpretato da George Clooney enfatizza la potente energia che l’immaginazione può sprigionare. In effetti, se negli ultimi decenni i ricercatori hanno ottenuto significativi progressi su alcune funzioni del cervello umano concernenti la logica, la memoria, il linguaggio, i meccanismi e le funzioni che regolano la creatività, la fantasia e l’immaginazione continuano ad essere ancora misteriosi, il che fortunatamente consente loro di mantenersi al riparo dagli attributi tossici della IA.
L’immaginazione è la gemma luminosa della creatività, la fonte che incoraggia la sperimentazione, che rompe le regole convenzionali, che nutre l’inventiva. Ma non è fine a sé stessa, infatti a differenza della fantasia, che attraversa un universo apparente, l’immaginazione ha un fondamento solido nella realtà.
È l‘ispirazione concessa ad un grande artista, che non vede mai le cose come realmente sono, come scriveva Oscar Wilde. È la pulsione geniale di Michelangelo poco più che ventenne, che ha estratto La Pietà da un blocco inerte di marmo.
Non è semplice ambizione, è la scintilla pura che genera il coraggio di colui che osa sognare cose che non sono mai state e che alla domanda esistenziale “Perché?” controbatte senza esitazione “Perché No?”.
Una vocazione splendidamente tradotta da Alexandre Dumas “L’immaginazione ha il volo dell'angelo e del lampo: varca i mari dove noi rischiammo di naufragare, le tenebre in cui si perdettero le nostre illusioni, i pregiudizi in cui fu sommersa la nostra felicità”.
In questa prospettiva, l’immaginazione è ammantata dal gusto dell’avventura, e come tale rimane fluente come la vita stessa, in armonia col concetto filosofico del divenire.
Non a caso costituisce uno dei fondamenti della guida pedagogica Montessori, che suggeriva di favorire nei bambini lo sviluppo dell’immaginazione partendo dalla percezione della realtà, per incoraggiare le loro inclinazioni ed aiutarli a costruire le basi delle loro relazioni.
Se si affacciasse al tempo presente, Maria Montessori rimarrebbe probabilmente frastornata nel constatare che oggi i dettami dell’istruzione sono ridotti ad un negativo nebuloso e frammentato della foto vivida di colori sviluppata dalla sua immaginazione.
Vorrei riavvolgere il rullino fino al 1971, quando un ispirato John Lennon compose la canzone Imagine, icona del movimento pacifista, che oggi appare soffocata dall’efferatezza del potere: “Immagina tutte le genti che vivono la loro vita in pace, potresti dire che sono un sognatore, ma non sono l’unico. Spero che un giorno ti unirai a noi ed il mondo sarà come un’unica entità”.


