QUANTE STORIE AL TEMPO DEL COVID

di mara biglia.


QUANTE STORIE AL TEMPO DEL COVID

Carla lavorava in banca, e anche lei, come tutti, da un giorno all'altro si è ritrovata chiusa in casa. L' atmosfera di paura e sconcerto che aleggiava nel paese, l'ha aiutata a accettare questa nuova condizione, ma per tirare avanti ha dovuto organizzarsi: lavorare in smart working, cercare dei fornitori che le portassero tutto a casa, stilare un programma di yoga giornaliero. Fin qui tutto bene, Ma quello a cui proprio non aveva pensato era stata la solitudine, l'isolamento sociale, poiché nella palazzina in cui abitava si è trovata da sola, i suoi vicini, una coppia di persone avanti con l'età era scappata in montagna ai primi accenni di chiusura. Nel quartiere tranquillo in cui viveva le palazzine erano tutte chiuse, nessuno, nemmeno ai balconi.

E così ha cominciato questa nuova vita solitaria, l'unico piacere era la cena, che una trattoria poco distante le inviava ogni sera.

La portava un fattorino di colore, un uomo sui 50, educato, gentile, sempre lo stesso. Arrivava, suonava 2 volte, poggiava l'involto sulla scaletta d'ingresso e se andava.

Aspettava con ansia quell'unica distrazione della giornata. Ne spiava l'arrivo, e qualche istante prima di scorgerlo, preparava un busta con la mancia e la lasciava sui gradini.

Una sera notò che nel cestino della bicicletta c'era un vaso di ciclamini, incuriosita non potè fare a meno di affacciarsi e salutare il fattorino.

“ buonasera, che bei ciclamini!”

l'uomo sorrise e disse “ Sono per mia moglie, oggi è il suo compleanno, ho trovato solo questo, speriamo le piaccia”.

La sera seguente Carla era alla finestra lo salutò e gli chiese se la moglie aveva gradito il pensiero.

L'uomo sorrise e cominciò a raccontare come Fatima, sua moglie, era contenta e che bel pranzetto gli aveva preparato.

Così, ogni sera, Ahmed, il somalo, e Carla, la bancaria cominciarono a parlare, lei dalla finestra lui sotto, appoggiato alla bicicletta. La sua era l'ultima consegna della serata e poteva fermarsi qualche minuto prima di andare a casa.

Venne a sapere che Ahmed non faceva il fattorino abitualmemte, ma lavorava in una falegnameria, che adesso era chiusa. Aveva moglie e tre figli, doveva provvedere, così si era adattato a questo lavoro. Sua moglie, Fatima, badava al parroco della chiesa vicino a casa. Anzi era addirittura comparsa sulla cronaca cittadina : un articolo intero per raccontare come un'araba badasse alla canonica, e che era una grande cuoca.

Era così fiero quando gliene parlava, come pure quando raccontava dei figli, specialmente del minore, un piccolo Maradona, che adesso giocava a calcio in casa, distruggendo tutto.

Le portava anche le notizie della città, le raccontava come le forze dell'ordine la presidiassero, e che il parroco, il principale di Fatima, non faceva che celebrare funerali.

Insomma, la sera alle otto la vita entrava in casa di Carla, portata da quell'uomo gentile e allegro.

Ma dopo un paio di mesi una sera Carla vide arrivare un altro fattorino.

“ Che fine ha fatto Ahmed, normalmente è lui che viene a portarmi la cena”

“ Ahmed non è più con noi. La fabbrica dove lavorava ha riaperto, e l'ha richiamato.”

Carla rimase senza parole, era contenta che il suo amico avesse ripreso il suo lavoro, ma sentiva già un gran vuoto e una grande nostalgia.

Con il passare dei giorni queste sensazioni divennero più profonde, accompagnate dal rimpianto di non sapere niente dell'uomo che le aveva regalato tanti momenti di compagnia, che aveva portato nella sua vita un po' di colore, il calore di una famiglia e l'aveva aiutata a sopravvivere.

Avrebbe voluto andarlo a trovare, conoscere Fatima e i ragazzi, e dirgli grazie per tutto quello che aveva fatto per lei, l'aveva salvata.

Purtroppo non è riuscita rintracciarlo, quando è per strada lo cerca con gli occhi, sperando di trovarlo, così per caso, per abbracciarlo stretto. 

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