M: Macerie

di Angelo Regaldi


MACERIE
di Angelo Regaldi

“Ovunque lo sguardo io giro, immenso Dio ti vedo” diceva il poeta (G.L.), ma doveva avere occhiali di bassa qualità.

Non c’è luogo dove non ci siano macerie: Gaza, Ucraina, sud Libano ad opera dell’uomo. Nelle catene e vallate montane dell’Asia e delle Americhe, le montagne scivolano a valle, come valanghe, travolgendo villaggi. Torrenti ribattezzati fiumi, anche se i loro corsi d’acqua sono poco più che dei rigagnoli per 300 giorni all’anno. Poi d’improvviso si svegliano e spazzano via ponti, argini e manufatti vari. La terra trema e si formano nuove colline di macerie.

Dicevano una volta che fare e disfare è sempre lavorare. Con le notizie che da ogni parte del mondo giungono quasi in tempo reale, non si ha tempo di metabolizzare un fatto, che subito un altro simile incalza. Si diventa indifferenti.

I bimbi morti di Gaza, del Libano, dei kibbutz sono così tanti. Ti chiedi come puoi fare, per mettere fine a questa ecatombe: i loro padri come fanno ad ascoltare i loro predicatori di morte. Non si ribellano a vedere i loro figli usati come scudi!!!

Ora sembra che sono diventate macerie. “La mia povera schiena”

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