G: GIUDA, IL GANZO
di Rocco Massino.
GIUDA, IL GANZO
Ciao a tutti. Giuda Iscariota non ha bisogno di presentazioni, lo conoscete tutti. Però prima di diventare un discepolo gestiva una gastronomia-trattoria a Gerusalemme, zona ovest vicino alla Porta di Giaffa. Si chiamava “Al traditore”, prezzo fisso 30 denari più 3 di IVA, 33 denari. Orario continuato, giorno di chiusura giovedì santo. Aveva anche un locale simile in centro a Betlemme.
Ma da un po’ di tempo gli affari andavano male, le vendite erano calate. Guardacaso proprio da quando davanti al suo locale si era sistemato un tipo con un carrettino, e moltiplicava pani e pesci. Un giorno, fattosi coraggio, decise di uscire e affrontarlo. Gli disse: «Giovanotto, ehi giovanotto dico a lei. Ma per stare qui ce l’ha una licenza, un permesso o una patente?». Lui rispose: «Tranquillo, sono solo di passaggio. Perché non vieni con me, andiamo a pescare altri pesci». Giuda replicò: «Ma vuole giocare? Devo guadagnare un sacco di soldi, non ho tempo per pescare».
Ormai avete capito che il giovanotto era Gesù, che rispose: «Come vuoi, ma io di qui non me ne vado». Gli affari di Giuda colarono a picco e fu costretto suo malgrado a chiudere i locali che gestiva, e si mise a seguire Gesù come gli altri discepoli. Se il nemico non lo puoi battere, ti devi alleare.
Ma Giuda, già generalmente giudicato un tipo grigio, una mattina si svegliò con una gran voglia di gloria. Guardò il gallo che gracchiava sul tetto di fronte e grugnì: «Giorno giusto per guadagnare qualche gruzzolo». Gironzolando per le vie di Gerusalemme, Giuda gongolava: aveva escogitato un piano geniale. Infatti pensava tra sé e sé: “sono un tipo ganzo, mica un gonzo!”.
Giunto davanti al Sinedrio entrò e si rivolse ai sacerdoti proclamando: «Gentiluomini, ho un’idea ghiottissima». I sacerdoti, già pronti a godersi qualche gossip, gli gettarono un’occhiata curiosa. Giuda continuò: «Vi garantisco una guida impeccabile. Garantita da Giuda, garante di genialità». Gli porsero le famigerate monete, Giuda le guardò brillare come gemme. Uscendo gridò mentalmente: “gran giornata! Son proprio ganzo!”.
Quella sera nel giardino degli ulivi era buio pesto, un buio pesto alla genovese. Giuda, galvanizzato, avanzava come un generale in guerra e sussurrò alle guardie: «Seguitemi gente. Gesto semplice, un bacio e il gioco è fatto». Arrivato davanti a Gesù, Giuda si schiarì la gola, cercando di sembrare grandioso. «G... buonasera», balbettò. Gesù lo guardò con quella gentilezza che genera imbarazzo anche nei cuori più granitici. Giuda, ormai in piena gaffe emotiva, gli stampò il famoso bacio. Le guardie avanzarono e Giuda, improvvisamente, non si sentì più un genio. «Gulp», mormorò. «Forse ho esagerato».
Il giorno dopo, mentre le monete gli tintinnavano in tasca come un giudizio, Giuda capì che la sua “grande idea” era stata solo una gigantesca gaffe galattica. Guardou il cielo grigio e sospirò: «Gente, mai fidarsi delle genialate del mattino». E così, Giuda Iscariota rimase per sempre il protagonista della più goffa, grottesca e gravosa decisione della storia.
Una storia che insegna una grande verità: quando la gola per il guadagno guida il giudizio, il guaio è garantito!
Grazie.
P.S.: avete per caso contato quante parole diverse ci sono che cominciano con la lettera G? Penso di no, ma ve lo dico io. Su oltre 500 parole, 72 cominciano con la G. Ciao.


