I: INCENDIO

di angelo regaldi.

 


INCENDIO
di Angelo Regaldi

In campagna negli anni passati, prima di norme assai severe, era molto semplice distruggere rovi e quant’altro con il fuoco.
Deve esserci in me qualcosa del piromane: vedere danzare le fiamme, il crepitio del materiale che brucia, i sibili del vapore acqueo che si libera dal materiale verde… ma per lo più quasi sempre sotto controllo, ad eccezione di due volte.
La prima, dell’erba secca si insinua sotto una catasta di legna e lì sotto, zitto zitto, alle due di notte esplosero le fiamme.
La seconda fu la tettoia del parcheggio: un rametto insignificante fece da miccia e portò il fuoco sulla tettoia invasa da ramaglia secca. Fu un bel fuoco, la lana di vetro con cui era fatta volteggiava nel cielo: fu un ferragosto di sole con la neve.
Non ho più bruciato le sterpaglie.

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