U: UNIVERSI PARALLELI

di Rocco Massino.

 


UNIVERSI PARALLELI
di Rocco Massino

Ciao a tutti. Voi forse non lo sapete, ma la teoria della relatività di Albert Einstein e la meccanica quantistica sono come il diavolo e l’acqua santa. Da quando è stata accettata la meccanica quantistica dai fisici teorici, diciamo dalla metà degli anni venti del secolo scorso, questa ha fatto sempre a pugni con la teoria della relatività.
La prima, la teoria della relatività, si occupa dell’intero cosmo: nascita, formazione e futuro dell’universo. La seconda, la meccanica quantistica, invece si occupa della materia a livello molto piccolo, dall’atomo in giù. A prima vista sembra quasi impossibile metterle d’accordo. Eppure già Einstein aveva cercato di unificarle in una sola teoria, che chiamava “teoria del tutto”, ma purtroppo era arrivata la morte a interrompere il suo tentativo. L’obiettivo finale della teoria del tutto è combinare la teoria della relatività di Einstein con il bizzarro mondo della teoria quantistica. Unificare queste due sfere del pensiero in una sola teoria coerente è un’impresa ambiziosa, che si basa sul lavoro iniziato da Einstein per svilupparlo ulteriormente.
Noi sappiamo, o crediamo di sapere, di far parte di un solo universo. Un particolare sviluppo della meccanica quantistica, di nome teoria delle stringhe, suppone che sia possibile l’esistenza di un numero infinito di universi, denominato multiverso di universi. Questa teoria delle stringhe cerca di sviluppare la teoria del tutto.
Eccitante e inquietante al tempo stesso. Supponiamo che ci sia una o molte più Terre in milioni di altri universi: come sarebbero? Uguali alla nostra immagino, ma con alcune differenze tra tutte loro e diverse dalla nostra. Ne ho immaginata una dove la seconda guerra mondiale non l’hanno vinta gli alleati ma l’Italia, la Germania e il Giappone. Niente bomba atomica, di conseguenza nessuna corsa agli armamenti nucleari. Niente caduta del muro di Berlino, niente globalizzazione, niente Europa unita (si fa per dire) e niente euro. Anzi, il cambio lira-dollaro ci premia: 1500 dollari per una lira! Intere famiglie di italiani in vacanza a Miami Beach.
Ne ho pensata una di Terra in un universo parallelo dove le cose vanno esattamente al contrario di come vanno qui. Il cambiamento climatico? Certo che c’è, ma al contrario: il pianeta si raffredda e tutti si lamentano perché “non fa abbastanza caldo per andare al mare a febbraio”. Le città non crescono: si restringono, i grattacieli si accorciano e le persone si trasferiscono in villaggi minuscoli dove l’evento dell’anno è vedere un semaforo. La tecnologia non diventa più veloce e piccola, ma più grande e lenta. Gli smartphone sono grossi come valigie e pesano come un frigorifero, ma “almeno non li perdi sul divano”.
La politica è un sogno surreale: i candidati vincono se parlano poco. I dibattiti durano cinque minuti, di cui quattro di silenzio contemplativo. L’arte è ovunque ma nessuno la capisce: gli artisti spiegano che “non c’è niente da capire”. La natura prospera così tanto che gli animali invadono le città per restituirci i favori: stormi di uccelli puliscono i marciapiedi, i cervi regolano il traffico, i gatti... beh, i gatti continuano a fregarsene.
Ho pensato anche ad una Terra parallela nella quale in Italia lo sport nazionale non è il calcio, bensì lo scopone scientifico, del quale siamo campioni del mondo senza interruzioni da 40 anni. Il calcio c’è, ci mancherebbe, e la squadra più titolata da oltre quindici anni è il Savona. Altre squadre tipo Milan, Inter, Juventus, Roma e altre sono da tempo in campionati minori. E se ci fosse una Terra parallela dove non esiste il femminicidio ma esclusivamente il maschicidio? Non possiamo escludere nulla in presenza di universi paralleli.
Cosa potremmo fare se avessimo scelto un lavoro diverso? E se avessimo sposato qualcun altro? E che cosa succederebbe se potessimo in qualche modo modificare degli episodi importanti del nostro passato?
Forse esistono copie di noi che vivono vite totalmente diverse, da miliardari ad avventurieri o vagabondi. Se la teoria del tutto fosse corretta, un semplice bivio quantistico potrebbe aver creato realtà alternative radicalmente differenti.
Grazie.

Post più popolari